1- Nonno con calzini bianchi, seduto comodamente con gambe accavallate su divano antico dopo pranzo di natale. (Cianotipia + Stampa su Tela)

Grandfather with white socks, sat on a sofa after christmas lunch.
(Cyanotype + Print on Canvas)

UROBOROS

In the age of the compulsive sharing, pieces of everyday life are thrown in the ether
as a new form of colonization.
The obsession in creating a virtual form of being as a mean to impose our own real personality
transformed the Internet, and in particular the social networks, in a new form of self advertisement.
Everyone is involved in showing the best part of his own personality,
according to what society says it’s the most winning image.
How long do we really take our time to stare at that image?
Thanks to the contemporary technological development, notions such as framing,
shot and fruition of image are completely digitalized.
Millions of people nowadays tell their history through digital images.
In 2014 it is said that more than 880.000.000.000 digital photos will be taken.
This over-production lead to a progressive loss of the image’s value
as the time dedicated to its fruition will be dramatically reduced.
Throughout our project, every image has been deconstructed
and it has been explained by captions who guide the observer in elaborating the image
through his cognitive association process.
Therefore, a white pixel becomes grandfather’s socks
and a beige one becomes a beer on a table during a trip.
Increasing the activity of the inferotemporal cortex and brain’s attention centers
every image can be fixed in our memory.
The incredible amount of pictures on the Internet is surprisingly repetitive
and it seems to follow a fixed cycle: holidays, evenings out with friends, children, food,
all the events which are meaningful in everyday life, for everyone of us.
Borges’ famous phrase “All men are living the same time and are the same person” is more than ever real.
In our project this intuition is symbolized by the Uroboros
which contains in itself the concept of infinite as a continuous succession of identical instants.
Moments of everyday life are preserved by photographic negatives,
which represent the remaining witnesses of the paradox of time.

Nell' era della condivisione compulsiva, brandelli di quotidianità
vengono lanciati ogni secondo nell'etere come una nuova forma di colonizzazione.
La frenetica corsa alla produzione di un "Io" virtuale al fine di contribuire ad affermare quello reale
ha trasformato internet e in particolare i "social" in un coacervo di spot pubblicitari personalizzati di se.
Ognuno mostra il proprio meglio, secondo quello che la moda del momento suggerisce come
un' Immagine "vincente" di se. Ma quanto tempo passiamo ad osservare quell' immagine?
Grazie allo sviluppo tecnologico odierno, inquadratura, scatto, trasferimento e fruizione avvengono
completamente in digitale. La facilità d'uso del mezzo e la sua immediatezza hanno portato milioni di utenti
a raccontare la loro vita tramite immagini.
Si prevede che nel 2014 saranno scattate più di 880.000.000.000 di foto in digitale.
Questa iper-produzione ha contribuito ad una progressiva perdita di valore dell' immagine stessa
riducendone drasticamente il tempo di visualizzazione.
La decostruzione dell' immagine centrale coadiuvata da precise didascalie,
serve lo scopo di far completare l'immagine all' osservatore per mezzo della propria elaborazione associativa.
Così, un pixel bianco diventa il calzino del nonno ed uno beige una birra sul tavolo durante una gita.
Aumentando l'attività della corteccia inferotemporale e i relativi centri cerebrali dell'attenzione
si contribuisce così a fissare l'immagine nella corteccia cerebrale.
Osservando il flusso delle immagini su internet,
possiamo notare come siano profondamente simili le une con le altre, nonché ovviamente cicliche.
Vacanze, uscite con gli amici, bambini, eventi in generale che segnano le vite di ognuno di noi
in maniera analoga, data la natura poliedricamente univoca dell'essere umano.
L'intuizione di Borges "Tutti gli uomini vivono lo stesso tempo e, anzi, sono la stessa persona."
si rivela oggi, nella sua sagacia ancora più chiarificatrice.
Abbiamo cercato di racchiudere la complessità di questo pensiero nel simbolo dell' Uroboros
che racchiude in se il concetto di "Infinito" come successione continua di istanti identici.
Attimi di vita quotidiana custoditi dai negativi, unici testimoni del paradosso del tempo.

NML Collective